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Il Cacone

 

Il denaro è l’opinione o il denaro è la libertà. Se si arriva al concetto che il denaro gestisce l’opinione, si può pensare anche che il dispotismo sia l’espressione stessa. E allora lo stesso controllo dell’opinione è la garanzia del controllo del denaro. Eppure la recente distruzione mondiale dell’economia mondiale ci à dimostrato, che le cose venivano fatte realizzate e si scambiavano, ora avendolo fatto e, ora scoperto senza che ci fosse il denaro sembra che non si possano fare più. Ché molta gente non à più niente da fare. Allora si potrebbe quasi pensare à un tizio che prima di mettersi a lavorare si stampa i suoi bei soldi e va a comprare il pane. Il fornaio gli dà il pane, e dice: non fa niente per i soldi dopo me li stampo da solo. Il cliente gli risponde non fa niente gradisco che tu li prenda, sennò, sarebbe carta sprecata. Va bene grazie, dice, il fornaio, risponde il fornaio al cliente. Il cliente torna a casa e dopo avere assaggiato un po’ di quel pane, si mette a lavorare e lo fa scrivendo. Ora ciò che è possibile e che si vuole, è più che altro dovuto alla possibilità di poter dare qualcosa che si è fatto senza che questa debba sottostare alla priorità economica. Il controllo del fare non sempre è sottoposto all’accettazione e sudditanza di un’opinione che controlla economicamente il dare delle persone. Ma sovente anche alla libertà della persona, che così diventa importante ed essenziale per dare la verità e accettare i limiti delle possibilità. Quantunque la paura primordiale dell’uomo non faccia di quest’ultimo un uomo libero. Ciò determina che il potere delle avverse opinioni giochi un ruolo economico nel determinare ciò che è vero e ciò che è falso. E tale atteggiamento permette e dice anche ciò che si deve fare e ciò che si deve dare, il rapporto di convenienza con il controllo economico e l’accettazione dell’opinione per disponibilità economica. Questa può essere un’aberrazione del sistema politico economico e della psicologia sociale che controlla l’individuo e la sua espressione. La libertà di essere per poter dare, poter essere anche non potendo dare al controllo economico ma nel principio stesso del contenuto di libertà è, qualcosa che dà all’essere umano la possibilità di esserci in ogni momento della sua vita. E di là del controllo e dell’affermazione dell’opinione. In questa possibilità di essere e fare, sta anche la possibilità di conoscere e capire e condividere. Pensiamo agli embarghi della conoscenza, come quello avvenuto in Iraq, dove per mancanza di tecnologia e di conoscenza applicata a essa molte persone e bambini ànno, trovato nel proprio fare le difficoltà basilari del proprio esistere per mezzo della mancanza del poter fare per realizzare le medicine necessarie. Ciò non preclude che tale circostanza abbia dato un senso di libertà nella percezione della verità, applicata all’esser stesso di queste persone. E allora l’espressione è veramente così pericolosa e vincolante, o è la prepotenza che la rende così, l’arbitrio della condanna e del giudizio è, un atto immutabile e assente o cerca soluzione alla schiavitù.

 

 

 

 

 

Il Piscione

 

…. Il cambiamento deve avvenire aumentando la libertà. Togliendo dal sistema la concentrazione. Rendendo diffusa la realizzazione delle nuove tecnologie non consumabili.

Acqua terra e alimentazione. In realizzazione eterogenea per la produzione alimentare, l’acqua disponibile. Ora c’è meno denaro da distribuire, ci sia più creatività e libertà, per realizzare anche il cambiamento di mentalità. I costi devono diminuire in rapporto all’innovazione tecnologica in questo la mentalità cambiare, vivendo meglio con meno denaro disponibile. Il consumismo non sia più necessario, né la sperequazione costo prezzo, per il ribasso che per il rialzo. Ci sia l’autosufficienza alimentare nella disponibilità di diffusione, senza sperequazione economica ma produzione per sufficienza e diffusione. Possibile fine del cambio monetario e inflazione. La mentalità della gente s’innova grazie a questo rapporto tra la libertà, la creatività e l’allargamento planetario del rapporto di conoscenza e, realizzazione dell’aumento delle possibilità, con minor denaro prima; con possibile più allargamento di diffusione del denaro poi, man mano che la differenziazione ed eterogenea possibilità delle persone inverte il meccanismo della concentrazione del controllo. In questo nuovo rapporto di mentalità, nella libera partecipazione tra gli individui, essi rendono reciproco tra gli stati tale rapporto di libera disponibilità, e la propria vita individuale. Non serve che il mondo si fermi e rischi di girare sempre più in un cerchio più ristretto, che controlla le possibilità, marginalmente, anche nel suo ipotetico interno, ma che la libertà porti conoscenza e diffusione eterogenea, non in un sistema controllato, ma in una libera diffusione delle possibilità date. Date nelle libertà di ogni individuo.

 

 

 

 

Il Bidè

 

Perché un oggetto senza anima acquista valore economico? Anche se quest’oggetto è considerato, parte di un’opera d’arte. Voglio dire non consideriamo il semplice fatto, anche se spesso ovvio del bisogno di denaro per vivere, ma ci sono sovente fatti che determinano semplicemente un’ideologia del lusso, per mezzo di oggetti d’arte. Gli oggetti non hanno anima e, quel che di gradevole in essi è, esposto se ha un attributo è il valore del pensiero e della riflessione che suscita, e ciò non dovrebbe appartenere a nessuna ideologia del denaro. Duchamp è vissuto non partecipando al mondo dell’esibizione artistica, ha espresso il concetto di come poter esibire il proprio pensiero per mezzo dell’arte, ha quasi smesso di creare oggetti artistici, se non per pura libertà, e di là della vanità sembra che sia morto serenamente, questo ovviamente non implica nessuna ulteriore considerazione. Poter smaterializzare gli oggetti e renderli più liberi nell’espressione concettuale dandogli un significato umano, ma anche profondamente spirituale è, un po’ la libertà della stessa creatività. Il valore intrinseco dell’anima non ha un prezzo economico. Ma la partecipazione a quest’atto è profondante responsabile del complesso esporsi nella vita.

 

 

 

 

 




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